Tutti i media occidentali riportano la notizia di attacchi chimici contro dei bambini. Naturalmente il boia è il presidente socialista siriano Bashar Al-Assad. Le prove però mancano e, anzi, i filmati sono girati dagli integralisti islamici. Ad assicurare che però tutto è vero e a dettare la linea anche ai giornalisti svizzeri è la Reuters – peraltro già smentita dalla Russia. La nota agenzia stampa al servizio dell’imperialismo a stelle e strisce, infatti, riprende senza verifica alcuna il cosiddetto “Osservatorio per i diritti umani in Siria” che ha sede però in Gran Bretagna, composto da un solo blogger e privo di agganci in Siria, già noto per essere stato autore di false informazioni inventate di sana pianta in passato.

False flag operation: questo è stato il caso con le armi chimiche di Saddam Hussein in Irak per giustificarne l’invasione nel 2003, anche se oggi tanti se ne scordano e sono pronti a chiedere la destituzione di Assad, se necessario con la forza. Ma perché Assad che sta vincendo contro i terroristi islamici e i separatisti etnici armati dagli USA dovrebbe usare armi chimiche (che non ha) proprio ora e contro il suo stesso popolo? Per farsi invadere meglio direttamente dalla NATO? A chiederselo non è un lealista, ma il vescovo caldeo Antoine Audo di Aleppo che ha dichiarato senza esitare: “in base alle nostre esperienze, non riesco proprio a immaginare che il governo siriano sia così sprovveduto e ignorante da poter fare degli errori così madornali”. Di tutt’altra opinione il governo “socialista” guerrafondaio francese che ha già deciso che Assad è il colpevole e che andrebbe processato per crimini di guerra. Non si capisce bene però chi siano i francesi per deciderlo…
Il portavoce del Ministero della Difesa russo, il generale maggiore Igor Konashenkov, ha intanto affermato di aver registrato martedì un attacco delle forze aeree siriane su depositi di armi e una fabbrica di munizioni nella periferia orientale della città di Khan Sheikhoun. Le autorità di Mosca hanno aggiunto che armi chimiche prodotte dalla fabbrica sono state utilizzati in Iraq e lo stesso tipo di arsenale era stato utilizzato in precedenza dai ribelli ad Aleppo, dove si erano riscontrate sintomatologie simili. Tesi, questa, che smentisce le bugie trasmesse dai media occidentali e che conferma quanto detto dal vescovo di Aleppo.

Da parte sua il Partito Comunista Siriano e il Partito Comunista della Federazione Russa hanno dichiarato di continuare a sostenere il legittimo governo di Damasco, così come la leadership russa, che tramite il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, ha chiarito: “La Russia e le sue forze armate continuano l’operazione per sostenere la campagna antiterroristica per la liberazione del Paese svolta dalle forze armate della Repubblica Araba Siriana”. Il Ministero degli Esteri di Mosca ha poi bollato senza mezzi termini i resoconti sull’attacco chimico a Idlib, in Siria, come “fake news”.
Stranamente inoltre ben pochi giornalisti svizzeri si sono ricordati di dire che Assad era già stato accusato nel 2013 di aver commesso lo stesso identico crimine coi gas nervini, rivelatosi poi però una menzogna mediatica! Nessuno ricorda che furono proprio Assad e Putin a consegnare quattro anni fa sotto controllo dell’ONU le riserve di gas siriane (armi che peraltro servivano già allora solo come deterrente per dissuadere un attacco della pericolosa potenza atomica vicina, cioè Israele).