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Evitare la guerra contro la Russia è la priorità. Il resto è contorno.

Il vice-ammiraglio Kay-Achim Schönbach, capo della marina militare tedesca, ha recentemente rassegnato le dimissioni (o meglio: è stato costretto a rassegnarle!) dopo aver definito una “sciocchezza” che la Russia voglia invadere l’Ucraina. Schönbach ha avuto il coraggio di dire la verità e questo infastidisce la NATO.

Certi soloni della sinistra liberal-atlantista che sfruttano i media (quelli finanziati anche da noi) per trasmettere la loro opinione come se fosse legge divina (e non, appunto, una opinione personale peraltro anche piuttosto banalotta) tentano di minimizzare quanto accaduto enfatizzando come l’ammiraglio non sia certo questo fior fiore di rivoluzionario e di pacifista. A me pare assolutamente ovvio che non lo sia, ma ormai bisogna proprio spiegare tutto.

L’ammiraglio è un cattolico, io sono ateo. Lui è un conservatore, io sono progressista. Embé?! Sono distinzioni assolutamente insignificanti in questo momento! Erano differenze importanti ieri, probabilmente lo saranno anche domani, ma non lo sono oggi. La politica materialista dialettica ci insegna questo: a distinguere le fasi! E come marxisti dobbiamo ricordarcelo sempre. Altrimenti adottiamo approcci analitici che non appartengono alla nostra tradizione. Guardare al dito ma non alla luna (come fanno i soloni di cui sopra) è invece una prassi idealista e piccolo borghese che bisogna estirpare dalla sinistra se essa non vuole diventare l’utile idiota dell’imperialismo e della guerra.

L’ammiraglio sarebbe “filo-russo” ma “anti-cinese”. Se è così l’ammiraglio è uno stupido, perché fra Mosca e Pechino c’è un’alleanza strategica e tutti gli osservatori geopolitici lo sanno. Ma le eventuali speranze di una rottura sino-russa dell’ammiraglio sono oggi una contraddizione secondaria. In tutta onestà? Ci rido sopra! Chi se ne importa di quello che, nella sua fantasia, egli auspica: politicamente a me interessa solamente che egli oggi abbia messo, molto materialisticamente, un granello di sabbia nell’ingranaggio della macchina bellica imperialista!

Può essere un cattolico conservatore e pensarla diversamente da me sulla Cina ma l’ammiraglio oggi, in questa specifica fase, ha assunto un ruolo fondamentale per evitare la guerra contro la Russia, aprendo così una contraddizione nelle forze armate tedesche e questo – solo questo! – conta adesso! Domani dibatteremo su altro: ci confronteremo sul sistema economico e politico russo e cinese, e del motivo per cui secondo me non sono paesi imperialisti. Oggi siamo però uniti per evitare che le provocazioni della NATO in Ucraina si trasformino in un disastro nucleare.

E infine confutiamo un’altra obiezione da “anima bella”. Fra i resistenti nel Donbass – dicono – ci sono anche degli …antisemiti. E quindi? Gli idioti ci sono da tutte le parti. Fra di loro c’è anche sicuramente qualche oligarca. E allora? Ci sono anche comunisti, socialdemocratici e nazionalisti. Anche qui guardiamo al dito o alla luna? Quello che conta è che nel Donbass c’è un popolo che, con tutte le sue contraddizioni interne (come qualsiasi popolo), resiste alle leggi razziali imposte dal regime di Kiev, protegge il proprio territorio e si difende dalla repressione militare degli squadroni fascisti armati da UE e USA. Questa, e solo questa, è la contraddizione principale contro cui tutti i democratici e gli antifascisti devono unirsi adesso in quel dato contesto. Il resto lo dibatteremo quando le repubbliche popolari di Donetsk e di Lugansk saranno riconosciute, non prima. Prima semmai parlano gli accademici liberal pagati per riprodurre l’egemonia culturale borghese nelle loro torri d’avorio: i marxisti invece sono chiamati a fare politica adesso, subito, immediatamente!

Massimiliano Ay

Massimiliano Ay è segretario politico del Partito Comunista (Svizzera). Dal 2008 al 2017 e ancora dal 2021 è consigliere comunale di Bellinzona e dal 2015 è deputato al parlamento della Repubblica e Cantone Ticino.