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Il Galles sfida le grandi

La difesa belga, formata dai sostituti dei titolari, è incerta e rischia di sgretolarsi a ogni assalto dei dragoni, tuttavia una sabongia di Nainggolan, una bomba di destro da trenta metri, porta in vantaggio i diavoli rossi, tuttavia basta un calcio d’angolo per permettere ad Ashley Williams di pareggiare con un secco colpo di testa, mentre De Bruyne sul palo non riesce a respingere la palla, accartocciandosi su se stesso come Rivera nel pareggio del 3 a 3 di Muller nella mitica partita tra italiani e tedeschi del 1970 all’Azteca di Città del Messico. Il capitano gallese ha una storia importante alle spalle, lavori umili e calcio povero di periferia, prima di riuscire ad affermarsi. Un passato che non ha dimenticato, patrocinando oggi lo Street Football Galles, agendo contro l’esclusione sociale e promuovendo iniziative per la tutela dell’infanzia e contro le malattie dei bambini. Il secondo tempo inizia con Bale più arretrato a lanciare i compagni e creando spazi per le incursioni di Ramsey e di Robson-Kanu, il quale, dentro l’area belga, inventa una finta straordinaria capace di lasciare interdetti Meunier e Denayer. Il secco sinistro travolge Courtois. A dieci minuti dalla fine poi Vokes sigla il 3 a 1 finale con un altro colpo di testa. La semifinale è un traguardo storico per i gallesi, ma hanno tutte le possibilità e il cuore per superare un Portogallo furbo e sornione. I lusitani infatti nell’altro quarto pareggiano ancora una volta, Cristiano Ronaldo è opaco e impreciso, il poco più che diciottenne capoverdiano Renato Sanches risponde, sempre nel primo tempo, a Lewandowski, che sigla la sua prima e ultima rete in questo Europeo, perché, dopo i supplementari, i calci di rigore promuovono, forse poco meritatamente, i rossoverdi, grazie alla parata di Rui Patricio su Blaszczykowski.
Nel pomeriggio del 2 luglio a Siena al Palio gli azzurri del Nicchio vengono sconfitti, all’ultimo giro della piazza del Campo, dai bianconeri della Lupa, un risultato premonitore della partita serale dagli identici colori. Festa per la Lupa che non vinceva dal 1989, attesa per il Nicchio, oramai dal 1998. A Bordeaux i tedeschi prima schiacciano gli azzurri nella loro metà campo, poi gli italiani con ordine e palle veloci emergono contrastando il predominio germanico. Tuttavia tutti i sogni coltivati con eccessiva e debordante speranza rischiano di infrangersi e frantumarsi contro lo scoglio della dura realtà. La nazionale di Conte, esaltata oltre misura nelle prime vittorie, si ritrova ora eliminata, appena le difficoltà si sono fatte concrete. Al di là della modestia del collettivo, gli azzurri hanno mostrato cuore e impegno fuori dal comune, che avrebbe potuto essere sostenuto da un regista a centrocampo come Jorginho, probabilmente più utile di Sturaro. Nella partita coi tedeschi poi la scelta di Conte di inserire Insigne solo nei supplementari e Zaza un po’ prima del fischio finale ha privato la squadra di qualche occasione in più e di gambe e di idee non affaticate da uno scontro estenuante, in cui nel secondo tempo, alla rete di testa di Ozil, ha risposto Bonucci di rigore per un fallo di mano di Boateng. Per le statistiche ancora una volta i tedeschi non sono riusciti a battere gli italiani, ma poi ai rigori, dopo diciotto, nove per parte, un’oltranza determinata da molti errori, quelli di Pellè e di Zaza clamorosi, Darmian sbaglia ed Hector realizza, regalando il passaggio di turno ai campioni del mondo. Tedeschi come sempre avanti e Italia a casa. Da qui deve partire Giampiero Ventura il 5 settembre quando iniziano con Israele le qualificazioni per il mondiale russo.
Il 3 luglio, nell’ultimo quarto, l’Islanda esce a testa alta, il gioco dei padroni di casa la sovrasta nel primo tempo che si conclude con un ingeneroso 4 a 0. Nella ripresa i glaciali vincono ogni paura e gettano il cuore oltre la sconfitta, vincendo il parziale per 2 a 1. Risultato finale 5 a 2 per i transalpini, che sospingono con quattro reti Antoine Greizmann alla vetta dei marcatori.
Gli islandesi tornano tra i geyser, ma l’esempio del loro gioco collettivo è una dei regali più belli di questo europeo.
Ora quindi Galles – Portogallo e Germania – Francia e poi, domenica, la finale.

Davide Rossi

Davide Rossi, di formazione storico, è insegnante e giornalista. A Milano dirige il Centro Studi “Anna Seghers” ed è membro della Foreign Press Association Milan.