La sinistra vuole essere popolare, non populista!

Pubblichiamo per intero la risposta che il segretario del Partito Comunista Massimiliano Ay ha scritto in riferimento all’articolo del deputato leghista Donatello Poggi.

Non c’è dubbio, caro Poggi, la sinistra ha fatto anch’essa degli errori, come tutte le correnti politiche. C’è gente che lavora per migliorarla perché crede ancora nei valori di solidarietà, di giustizia, di amicizia fra i popoli e in ultima analisi nell’ideale socialista; e c’è gente che cambia casacca in base a quella che porta più voti seguendo di pancia la faciloneria del momento, cavalcando le paure della gente offrendo loro demagogia patriottarda. La sinistra ha a volte scordato di rivendicare, spesso si limita a stare sulla difensiva. La sinistra – che ha un patrimonio culturale umanista – a volte cade nel buonismo, ma è sempre meglio del becero e volgare sbraitare di certi individui che fomentano la guerra fra poveri e cercano capri espiatori per dividere i popoli e i lavoratori.

La sinistra sul tema sicurezza pare assente… hai ragione Donatello. Tuttavia una ragione c’è: se non ci uniamo al coro di chi conosce solo la parola “repressione” (soprattutto se riguarda in qualche maniera l’immigrazione) è anche perché noi la repressione l’abbiamo subita – come peraltro tu dovresti ricordare – con le schedature e i “berufverbot”. E se quando si parla di immigrazione appariamo cauti è perché crediamo che vada trovata fra i popoli e le culture una sintesi e un dialogo e non si debbano creare ulteriori elementi di conflittualità. E’ buonismo! – tu dirai – forse, ma intanto è già meglio che giustificare chi spara sui campi rom rischiando di colpire dei bambini o chiedere che una etnia venga internata in campi di lavoro.

La sinistra sa una cosa: il sistema capitalista e imperialista di cui il nostro paese è un esponente di prima categoria (anche se non invade i paesi poveri con gli eserciti ma con le multinazionali) è un sistema che ha sfruttato per anni i popoli che oggi vengono qui e chiedono di poter godere anche loro di quel benessere che il nostro e altri Paesi occidentali ha raggiunto saccheggiando le loro materie prime e in certi casi anche creando guerre civili per poterli assoggettare meglio. Lo so, caro Donatello, “capitalismo”, “imperialismo”, sono paroloni: è difficile per noi spiegare queste cose alla gente, rispetto alla Lega che spara a zero superficialmente. Ma noi comunisti preferiamo guardare alle cause dei problemi, non solo agli effetti.

La sinistra, caro Poggi, sa che l’avversario dei ceti popolari svizzeri che faticano a tirare la fine del mese non è l’asilante o il rom di turno, ma semmai quella borghesia che fa il bello e il brutto tempo e che ha interessi nei paesi da cui arrivano gli stranieri; sono quegli imprenditori (di cui la Lega e l’UDC sono pieni anche se usano una retorica “sociale” o “operaia”) che mettono in concorrenza l’operaio residente con quello frontaliere, ecc. E noi di sinistra non dimentichiamo come la Svizzera abbia accolto i lavoratori stranieri (che hanno sviluppato la nostra economia), stipandoli nelle baracche e trattandoli come bestie da soma fino a pochi decenni fa.

La sinistra sembra assente anche quando si parla di violenza. Beh, è difficile emergere sui media quando la destra sbraita che la criminalità giovanile sta esplodendo e che bisogna costruire riformatori e inasprire le leggi. La sinistra il problema della violenza lo vuole approfondire lavorando sulle cause, cioè sul disagio sociale che genera situazioni di emarginazione, senza quei facili slogan che tanto piacciono agli squadristi della destra pseudo-sociale: ma sappi che con lo stato di polizia, le schedature, i riformatori, la militarizzazione delle città, l’espulsione dei criminali stranieri (che evidentemente sono più criminali dei criminali svizzeri), la repressione dei piccoli spacciatori e il silenzio sul narcotraffico protetto dal mondo degli affari, ecc. non si fa piazza pulita, semplicemente li si spinge più in là, acutizzandoli. Voi chiedete, caro Donatello, delle “pene esemplari” (soprattutto se il criminale di turno è di origine slava); noi chiediamo delle pene giuste. E in questo noi di sinistra siamo molto patriottici, perché difendiamo la Costituzione democratica e lo stato di diritto che è alla base di questo Paese.

Massimiliano Ay

Massimiliano Ay è segretario politico del Partito Comunista (Svizzera). Dal 2008 al 2017 e ancora dal 2021 è consigliere comunale di Bellinzona e dal 2015 è deputato al parlamento della Repubblica e Cantone Ticino.

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